Il Festival

La Comunità ebraica di Livorno e Amaranta servizi , in compartecipazione con il Comune di Livorno presentano la seconda edizione  del Festival Livorno ebraica. Il Festival si propone di  approfondire un aspetto peculiare di Livorno: la presenza ebraica. La  storia della comunità ebraica livornese attraverso le visite guidate nei siti ebraici di maggiore interesse e l’organizzazione di una serie di eventi legati all’arte, al cibo, alle tradizioni, tesi a rendere più attrattivi i luoghi di cultura e ad allargare la platea dei turisti. L’aspetto artistico, anche quest’anno è curato dalla Compagnia degli onesti.

La seconda edizione del Festival Livorno ebraica cade nel centenario della morte di Amedeo Modigliani, perciò è stato  deciso di dedicare il festival proprio ad Amedeo Modigliani, non solo per un giusto tributo ad un figlio della comunità ebraica livornese, sicuramente quello più conosciuto, ma anche per offrire un’occasione di conoscenza della città ai numerosi visitatori della mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse”, presente fino al 16 febbraio al Museo della città di Livorno.

Verranno, quindi approfonditi i legami di Amedeo Modigliani con le sue radici ebraiche. Modigliani è frutto di quella borghesia ebraica livornese, molto colta, liberale, cosmopolita, presente a Livorno nella metà del diciannovesimo secolo. Una comunità con grandi rabbini tra i quali  Elia Benamozegh

Livorno è centrale per l’approfondimento di questo artista, sia perché è la città che gli ha dato i natali, sia perché, qui ha studiato, è divenuto un ebreo adulto attraverso la celebrazione del bar mitzvà nell’antica sinagoga di Livorno il 12 luglio  del 1897, qui si è formato nelle scuole di pittura, qui ha tessuto le sue amicizie giovanili. I suoi parenti materni, i Garsin sono a Livorno già nel XVIII Secolo ed i suoi nonni paterni dal 1849. Il sindaco di Livorno dal 1920 al 1922 Uberto Mondolfi è cresciuto in casa Modigliani 

Corrado Augias nel suo famoso romanzo Il viaggiatore alato scrive : essere ebreo a Livorno è poco significativo, cogliendo con una frase quei rapporti, quelle contaminazioni, influenze, tra Livorno e la comunità ebraica 

Il focus di questo progetto è quello di garantire per venti giorni l’apertura straordinaria e le visite guidate alla Sinagoga di Livorno, proprio per consentire ai visitatori della mostra, e non solo, di ammirare uno dei monumenti più affascinanti di Livorno, sicuramente, il più interessante e rappresentativo dal dopoguerra. Aprire la Sinagoga per venti giorni consecutivi richiede un impegno alla Comunità ebraica che coinvolgerà l’ottimo servizio di sicurezza.

Oltre alla Sinagoga saranno oggetto di visita il Museo ebraico in via Micali, un vero gioiello, che custodisce antichi oggetti di culto sinagogale, tessuti, argenti, frutto di quella manifattura ebraica operosa, ricca e raffinata, presente a Livorno dalla fine del Cinquecento, i due Cimiteri, quello monumentale di Viale Ippolito Nievo e quello ancora attivo della Cigna, dove riposano i nonni  ed il padre di Amedeo Modigliani. Gli interventi artistici, curati dalla Compagnia degli onesti, avranno come teatro la casa natale di Amedeo Modigliani , dove si alterneranno Michele Crestacci con Massimo Signorini ed Emanuele Barresi. Ogni evento a casa natale Amedeo Modigliani sarà accompagnato da dolcetti o salatini kasher preparati dalle cuoche della Comunità e dal vino kasher della Cantina Giuliano di Casciana, che nel giro di pochi anni è divenuto un’eccellenza mondiale nell’enologia.

Il 15 dicembre le signore dell’ADEI, ispirandosi alla festa di Channukkià , allestiranno una tavola,  alla maniera delle tavole imbandite nella casa dove Eugénie, Gabriella, Laura e Margherita ospitavano gli amici ed i parenti.